Le Neuroatipicità

Pagina a cura della Dott.ssa Valentina Pasin
Il termine Neuroatipicità viene utilizzato in ambito clinico per indicare tutte quelle condizioni di diversità neurobiologica che caratterizzano lo sviluppo di una persona. Non si tratta quindi di malattie, ma di specifici modi di essere ovvero di modalità attraverso le quali una persona analizza, percepisce e interpreta i significati del mondo interiore e di quello circostante.
Il termine Neurodivergenze non è un suo sinonimo, anche se spesso viene utilizzato proprio per indicare queste condizioni, ed è stato coniato in ambito sociale (non clinico) con lo scopo di depatologizzare la descrizione di questi modi di essere, fino ad allora visti esclusivamente come dei disturbi del neurosviluppo, ma anche qualsiasi altra condizione, stabile o transitoria, che si discosti dalla norma/ ciò che è considerato 'normale' o 'tipico' dalla cultura e società. Per approfondire il significato del termine Neurodivergente consiglio la lettura del libro omonimo di Eleonora Marocchini (edizioni TLON).
Il nostro gruppo sceglie di tenere insieme e far dialogare tra loro la visione medica e quella sociale dei mondi delle Neuroatipicità.
Il nostro gruppo è specializzato nella diagnosi e nel supporto di persone che presentano quadri di neuroatipicità multipla, ovvero più di una condizione in co-occorrenza, ad un livello di necessità di supporto basso.
Scopri la potenza identitaria di una corretta diagnosi attraverso la voce (o meglio le immagini!) di una persona che ha attraversato con noi questa esperienza:
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Spettro Autistico livello 1 o Asperger
E' una condizione caratterizzata dalla presenza di specifiche caratteristiche cognitive, emotive, comportamentali, relazionali e sensoriali. In sintesi, alcune delle più frequenti sono: difficoltà nella conversazione sociale (ovvero chiacchiere superficiali o su temi non di interesse), difficoltà nel riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni, difficoltà nel cogliere i significati impliciti nelle conversazioni o nelle interazioni sociali, difficoltà nel fare o mantenere legami di amicizia e/o affettivi significativi, fatica nel vivere le situazioni sociali con conseguente bisogno di momenti di isolamento, goffaggine motoria, presenza di interessi specifici molto approfonditi, difficoltà nell'adattarsi ai cambiamenti e agli imprevisti, tendenza a fare movimenti ripetitivi o ad avere pensieri ripetitivi con la funzione di scaricare la tensione emotiva, alterazione della sensibilità sensoriale, perfezionismo, elevato senso etico e della giustizia. Possibile presenza di crisi di rabbia o picchi depressivi. Frequenti stati elevati di ansia. Non tutte queste caratteristiche sono presenti in tutte le persone nello spettro autistico. Le caratteristiche inoltre possono cambiare di intensità nel corso del tempo e a seconda dello stato di benessere/malessere generale della persona.
La descrizione tradizionale di questa condizione risente di importanti bias clinici e di genere; per questo motivo una valutazione attendibile, soprattutto in persone adulte e/o di genere femminile (o socializzate femmina), dovrà essere svolta da professionisti della salute mentale aggiornati su questi limiti.
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ADHD
E' una condizione caratterizzata dalla presenza di difficoltà di attenzione e concentrazione e/o dalla tendenza al movimento continuo, instancabilità e impulsività. Tipicamente questa condizione si modifica nel corso del tempo, presentando in età adulta aspetti maggiormente legati alla difficoltà di attenzione e concentrazione, mentre le caratteristiche legate alla tendenza al movimento e all'impulsività divengono spesso via via sempre più internalizzate, ovvero legate ad aspetti più mentali come comportamentali (quindi interni, non necessariamente visibili all'esterno). Aspetto cardine di questa condizione è anche l'area emotiva, con presenza tipica di instabilità dell'umore, iper-reattività emotiva, intensa reattività a stimolazioni anche apparentemente poco rilevanti.
La descrizione tradizionale di questa condizione risente di importanti bias clinici e di genere; per questo motivo una valutazione attendibile, soprattutto in persone adulte e/o di genere femminile (o socializzate femmina), dovrà essere svolta da professionisti della salute mentale aggiornati su questi limiti.
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DSA
DSA è la sigla utilizzata per definire i Disturbi Specifici dell'Apprendimento, ovvero quattro specifiche condizioni che impattano sulla abilità di una persona negli apprendimenti educativi: la dislessia (difficoltà di lettura), la discalculia (difficoltà nel calcolo), la disortografia (tendenza a fare errori nella scrittura) e la disgrafia (difficoltà grafiche nella scrittura che è quindi difficilmente leggibile). La diagnosi può essere fatta anche in età adulta.
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Disprassia
La disprassia è una difficoltà motoria molto importante sul piano delle abilità manuali, delle abilità corporee globali e nell'equilibrio. Le persone che presentano questa condizione hanno difficoltà che impattano in modo significativo nello svolgimento di attività pratiche quali sport, uso di oggetti (ad esempio coltello e forchetta) e in qualsiasi tipo di movimento sia richiesto nello svolgimento delle attività quotidiane (ad esempio imbustare la spesa). Questo non significa sempre che esse non siano in grado di svolgerle, ma che la fatica esercitata per compiere queste azioni è di gran lunga maggiore rispetto a quella impiegata dalla media delle persone. Nell'adulto la valutazione è clinica in quanto non esistono ad oggi valutazioni strumentali o interviste specifiche.
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APC
Con Alto Potenziale Cognitivo si intende la presenza di abilità cognitive superiori a quelle della media delle persone. Questa condizione viene anche chiamata Plusdotazione e Giftedness e, benché venga spesso ridotta all'idea di un QI superiore ad un punteggio di 130, in realtà comporta aspetti più complessi, che vanno oltre il puro rendimento cognitivo e hanno a che fare con la capacità della persona di avere visioni complesse, originali, multilivello e di vivere con estrema intensità le proprie esperienze di vita. È estremamente raro essere una persona con APC 'puro' ovvero, nella quasi totalità dei casi, esso si associa alle altre condizioni di neuroatipicità (una o più di quelle elencate nei punti precedenti).
Una persona con APC 'puro' non vive nessuna difficoltà nella propria vita (né in ambito sociale, né in quello scolastico o lavorativo, né in aspetti legati ad attenzione od impulsività, né in aspetti di ipersensibilità emotive - che sono tutti tratti legati alla compresenza o co-occorrenza di altre neuroatipicità) e quindi solitamente non ha motivo di rivolgersi ad un professionista della salute mentale per chiedere aiuto o supporto. Se ti riconosci nell'Alto Potenziale Cognitivo e vivi una situazione di disagio, sarà importante approfondire anche altri aspetti di neuroatipicità.

