top of page

Alessitimia e Burnout neurodivergente

  • dottpasinvalentina
  • 34 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Molti pensano che il burnout neurodivergente si verifichi perché la persona "ha fatto troppo".

Ma più frequentemente il burnout si sviluppa perché una persona non riesce a riconoscere appieno i propri segnali di stress e di sovraccarico finché il suo sistema nervoso non è già oltre il limite di sopportazione.

Perché questo avviene?

Perché le persone autistiche e ADHD sono quasi sempre alessitimiche (le ricerche sull'autismo indicano una prevalenza dell'alessitimia nel 50% dei pazienti ma noi di Gruppo Empathie+ stiamo svolgendo uno studio scientifico in collaborazione con l'Università di Padova per aggiornare questo dato che riteniamo essere ampiamente sotto-rappresentativo).

 

Con alessitimia si intende la difficoltà nell'identificare e descrivere le proprie emozioni.

A partire dal 2020, grazie a Tony Attwood, essa è stata riconosciuta come una caratteristica clinica delle persone nello spettro autistico prima e ADHD poi.

Uno degli aspetti più interessanti di questo costrutto psicologico è il suo legame con uno degli otto sensi: l'enterocezione, ovvero la capacità di percepire ciò che accade all'interno del proprio corpo (stimolo della fame e della sete, della temperatura, della stanchezza, degli organi interni, ecc.). 


Per molte persone neurodivergenti, lo stress non si manifesta quindi con un chiaro segnale di allarme emotivo come ad esempio: "Sono sopraffatto"; "Devo rallentare"; "Sto raggiungendo il mio limite". 

I segnali possono invece presentarsi come: 

  • tensione muscolare;

  • mal di testa;

  • problemi di stomaco;

  • spossatezza;

  • annebbiamento mentale;

  • blocchi emotivi;

  • irritabilità;

  • improvvisa sensazione di incapacità di far fronte alla situazione

e non essere quindi collegati dalla persona a un possibile burnout.


Molti adulti autistici e ADHD raccontano infatti questo tipo di esperienza: "Pensavo di stare bene finché non sono crollato completamente." Si tende quindi a passare direttamente da una sensazione di capacità ad un improvviso crollo di tutte le risorse. Il burnout neurodivergente è allora ciò che può accadere quando un sistema nervoso atipico ha trascorso troppo tempo a sopravvivere senza avere accesso a chiari segnali di allarme.


La ricerca suggerisce che l'alessitimia sia fortemente correlata alle difficoltà di regolazione emotiva e alla salute mentale nelle persone autistiche; lo stesso possiamo pensare accada per le persone ADHD, anche se necessitiamo di ulteriori studi a riguardo. Uno studio ha rilevato che la difficoltà nell'identificare le emozioni gioca un ruolo significativo nelle problematiche di regolazione emotiva associate ai tratti autistici. Questo può aiutare a spiegare perché il burnout può sembrare improvviso, pur non essendolo affatto. Il sistema nervoso potrebbe aver accumulato stress per mesi o anni, mentre la persona continuava a sopportare sovraccarico sensoriale, mascheramento, monitoraggio sociale, esaurimento o autosoppressione cronica.


Quando una persona ha difficoltà a riconoscere i segnali interni di disagio, può continuare a funzionare ben oltre il punto in cui avrebbe bisogno di riposo, supporto o cambiamenti ambientali. Col tempo, il corpo smette però di collaborare. Questo è uno dei motivi per cui il burnout nelle persone autistiche è spesso frainteso. Dall'esterno, può sembrare che una persona abbia "improvvisamente" perso capacità o motivazione. Ma internamente, il sistema nervoso potrebbe essere stato sovraccarico per molto tempo. Il recupero dal burnout richiede quindi più del semplice riposo.


Per molte persone, il recupero implica imparare gradualmente a riconoscere lo stress precocemente: 

  • notare i segnali del corpo prima del collasso;

  • ridurre la necessità di mascherare lo stress;

  • creare ambienti con minore sovraccarico sensoriale ed emotivo;

  • permettere ai bisogni di diventare evidenti invece di essere costantemente ignorati;

  • comprendere che l'esaurimento è un'informazione, non un fallimento.


Questo è un tipo di lavoro che si può svolgere con il supporto di un/a terapeuta formato/a nelle neurodivergenze, all'interno di un percorso di psicoterapia adattata. Gruppo Empathie+ supporta centinaia di persone ogni anno in questo tipo di percorso di conoscenza di sé e apprendimento di strategie di auto-regolazione.

Se hai bisogno di questo tipo di intervento clinico, puoi contattarci!


Commenti


bottom of page