Comprendere il trauma attraverso gli occhi delle persone autistiche: una guida per tutti
- corsigruppoempathi
- 14 ore fa
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La ricerca mostra che le persone autistiche affrontano tassi quattro volte superiori di Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) rispetto alle persone non autistiche, con uno studio che ha rilevato un probabile PTSD nel 10% dei bambini autistici rispetto al 2,5% dei bambini non autistici (Al-Hussaini, A., & AL-Nasrawii, M. S., 2025).
COSA CREA TRAUMI NELLE PERSONE AUTISTICHE?
Ricerche recenti identificano diversi tipi di traumi che colpiscono in modo sproporzionato le persone autistiche. Una meta-analisi completa di 3.647 partecipanti autistici ha rilevato che l'esposizione alla violenza interpersonale è significativamente associata a maggiori problemi di salute mentale e pensieri suicidi (Cooke, K., Ridgway, K., Pecora, L., et al., 2025). Con violenza interpersonale si intende qualsiasi comportamento che può provocare danni fisici, psicologici, sessuali o sociali a una persona all'interno di una relazione diretta. In questa grande categoria, si possono far rientrare varie tipologie di trauma, da quelli maggiormente studiati e compresi nella popolazione neurotipica (violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, abuso di potere) ad altri che invece sono presenti principalmente nella popolazione neuroatipica - e per questo motivo sono ancora poco studiati e poco considerati, spesso, anche dalle stesse professioni sanitarie che lavorano a supporto del benessere psicologico delle persone neurodivergenti. Tra questi ultimi possiamo trovare:
Il trauma sensoriale si verifica quando il sistema nervoso elabora gli input sensoriali in modo diverso, trasformando le esperienze quotidiane in esperienze traumatiche. Le esercitazioni antincendio possono essere percepite come un'aggressione fisica perché il cervello non riesce a filtrare alcuni suoni. Essere costretti a indossare abiti che sembrano carta vetrata sulla pelle, sopportare luci fluorescenti che creano un dolore costante e inevitabile, o sentirsi dire che si sta "reagendo in modo eccessivo" quando si è realmente in difficoltà: questi non sono inconvenienti di poco conto; se esperiti ripetutamente nel tempo, possono essere vissuti come vere e proprie fonti di trauma.
Il mondo sociale rappresenta un campo minato quando la comunicazione funziona in modo diverso. Il trauma sociale si accumula attraverso anni di punizioni per non aver stabilito un contatto visivo quando questa forma di comunicazione è fisicamente dolorosa; di esclusione o derisione per non aver rispettato regole sociali non scritte; di ripetuti rifiuti nei tentativi di amicizia senza capirne il motivo, o di essere etichettati come "maleducati" o "difficili" quando si fa del proprio meglio per entrare in sintonia. Recenti ricerche sulle esperienze avverse infantili mostrano come queste possano produrre cambiamenti significativi in ciò che crediamo degli altri, nel modo in cui il nostro corpo elabora le emozioni e nella nostra salute mentale a lungo termine (Jangid, R., Seema, N., Arun, G., et al., 2025).
I sistemi sanitari ed educativi spesso traumatizzano le persone che dovrebbero aiutare. Il trauma medico e sistemico si verifica quando si viene trattenuti fisicamente durante le procedure perché nessuno ha spiegato le cose in modo comprensibile, o quando si sopportano anni di interventi comportamentali che hanno insegnato alle persone autistiche che i propri movimenti e bisogni naturali erano "sbagliati" e dovevano essere corretti. Una recente serie di casi documenta come i bambini autistici vivano le procedure mediche, i tirocini scolastici e gli interventi terapeutici come traumatici, in particolare quando i loro bisogni comunicativi e sensoriali non vengono soddisfatti (Lewandowska, Z., Figlerowicz, M., Stępień, G., et al., 2025).
La ricerca dimostra costantemente che le persone autistiche subiscono tassi significativamente più elevati di violenza interpersonale. Una meta-analisi (Cooke, K., Ridgway, K., Pecora, L., et al., 2025) ha rilevato una forte e significativa correlazione tra l'esperienza di violenza e lo sviluppo di problemi di salute mentale nelle persone autistiche, ovvero non un piccolo calo statistico, ma un impatto sostanziale e concreto che ha influenzato significativamente la vita di queste persone.
In uno studio recente, la violenza sessuale ha portato ad esiti peggiori in termini di salute mentale per le donne autistiche (Cazalis, F., Reyes, E., Leduc, S., Gourion, D., 2022), in quanto presentavano un numero maggiore di condizioni di salute mentale e fisica concomitanti rispetto alle donne non autistiche che avevano subito altre forme di violenza. Essere giovani al momento della prima aggressione è altamente predittivo dello sviluppo di PTSD e di nuovi episodi di violenza sessuale in età avanzata. È anche meno probabile che denuncino l'abuso rispetto alle donne non autistiche e spesso non vengono credute quando lo fanno (questo vale per tutte le donne, ma è ancora più vero per donne che vivono identità marginalizzate come quella neurodivergente).
Le persone autistiche con problemi di salute mentale spesso sperimentano anche stigma sociale, isolamento e rifiuto, anche da parte dei servizi sanitari progettati per aiutare, creando strati di trauma che si aggravano nel tempo.
COME IL TRAUMA SI MANIFESTA IN MODO DIVERSO NELLE PERSONE AUTISTICHE
Una delle sfide più grandi è che i sintomi del trauma possono apparire esattamente come tratti autistici. Questo "oscuramento diagnostico" significa che il trauma spesso non viene riconosciuto e non viene trattato (Lewandowska, Z., Figlerowicz, M., Stępień, G., et al., 2025; Jangid, R., Seema, N., Arun, G., et al., 2025).
Quando si evitano determinati luoghi, potrebbero essere preferenze sensoriali o associazioni con il trauma. La difficoltà con i cambiamenti potrebbe derivare da un bisogno autistico di routine o da un bisogno di controllo basato sul trauma. Queste "chiusure" potrebbero essere una sopraffazione autistica o una dissociazione come sintomo del trauma. Il ritiro sociale potrebbe riflettere il bisogno autistico di ricaricarsi o l'evitamento basato sul trauma. A volte, per districare queste presentazioni sovrapposte, è utile considerare quando sono iniziati comportamenti o sentimenti, poiché il trauma ha spesso un chiaro "prima" e "dopo". Questo però è più difficile da fare se il trauma si è verificato quando la persona autistica era molto giovane.
È importante notare se le risposte si verificano in contesti specifici, poiché le risposte al trauma spesso hanno fattori scatenanti specifici del trauma; prestare attenzione a eventuali cambiamenti, poiché il trauma può alterare il funzionamento dell'intero sistema nervoso. In ogni caso la ricerca sottolinea che è necessaria un'attenta valutazione nel tempo per distinguere le risposte al trauma dalle caratteristiche dell'autismo, effettuata all'interno di un percorso di psicoterapia adattata (Lewandowska, Z., Figlerowicz, M., Stępień, G., et al., 2025) ovvero da professionist* formati sul funzionamento neuroatipico. Non servono quindi i test standardizzati per individuare il trauma nelle persone neurodivergenti, in quanto tutti i test attualmente esistenti non nascono per intercettare le caratteristiche del trauma in persone con funzionamento cognitivo, emotivo e percettivo non tipico e rischierebbero quindi di produrre troppi falsi negativi.
Gli studi dimostrano che le persone autistiche possono esprimere il trauma attraverso:
un aumento dello stimming o cambiamenti nello stimming;
perdita di abilità precedentemente acquisite come la capacità di parlare (periodi di mutismo selettivo o contestuale) o di prendersi cura di sé;
una maggiore sensibilità sensoriale;
nuovi o peggiorati meltdown;
un maggiore bisogno di routine e prevedibilità (Al-Hussaini, A., & AL-Nasrawii, M. S., 2025; Lewandowska, Z., Figlerowicz, M., Stępień, G., et al., 2025).
La ricerca ha documentato livelli più elevati di sintomi da stress post-traumatico, comportamenti di evitamento, depressione e rabbia negli individui autistici esposti al trauma rispetto ai coetanei autistici non esposti al trauma (Al-Hussaini, A., & AL-Nasrawii, M. S., 2025). Queste espressioni sono il modo in cui il sistema nervoso comunica il disagio, non difetti caratteriali o regressioni.
DOPPIE MINORANZE e TRAUMA
La ricerca dimostra costantemente che se si è nello spettro autistico e si appartiene anche ad altre identità marginalizzate, i rischi di trauma si moltiplicano drasticamente. Studi recenti che esaminano l'intersezionalità, hanno rilevato che le donne autistiche e le persone neuroqueer (individui con diversità di genere e neurodivergenti) affrontano tassi più elevati di violenza sessuale, maggiori traumi medici derivanti dal fatto che i loro problemi di salute non vengono presi in considerazione, ulteriori traumi derivanti dal mascherare sia l'identità autistica che quella di genere, e l'intersezione dell'abilismo con sessismo, razzismo, transfobia o altre forme di oppressione (Adams, D., Malone, S. A., Lawson, W., et al., 2025; Grzeszak, A., & Pisula, E., 2025).
Una revisione che applica la teoria dello stress da minoranza alle esperienze delle donne autistiche ha rilevato che molteplici identità marginalizzate creano fattori di stress complessi che hanno un impatto significativo sui risultati in termini di salute mentale e sulle esperienze di servizio (Grzeszak, A., & Pisula, E., 2025).
CONCLUSIONI
Se ti stai riconoscendo in queste esperienze, sappi che il trauma che hai vissuto non è colpa tua. Non è colpa tuo il bullismo subito né gli abusi né le ferite che ti hanno fatto sentire che sei sbagliat* per essere te stess*. Il tuo cervello elabora il mondo in modo diverso, e questo ti ha res* vulnerabile a sistemi che avrebbero dovuto proteggerti. Il tuo trauma è reale, il tuo dolore è legittimo.
Che si tratti di trovare un* psicoterapeuta che affermi l'autismo, di entrare in contatto con altri sopravvissuti a traumi autistici o semplicemente di iniziare a dare un nome a ciò che ti è successo, ogni passo che fai verso la comprensione della tua esperienza è un atto di resistenza contro l'ignoranza, la mancanza di cure, l'oppressione e la violenza.
Articolo tradotto liberamente da https://www.attwoodandgarnettevents.com/blogs/news/understanding-trauma-through-autistic-eyes-a-guide-for-everyone con aggiunte della Dott.ssa Valentina Pasin, coordinatrice di Gruppo Empathie+ e Psicologa Psicoterapeuta formata in "Traumas and Cognitive Approaches for Autism Program” presso l'University of New Brunswick (Canada)




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