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Domande e frasi ripetitive nell'autismo

  • Immagine del redattore: corsigruppoempathi
    corsigruppoempathi
  • 22 ott 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Domande e frasi ripetitive sono spesso fraintese nelle interazioni quotidiane con le persone autistiche. Per chi non ha familiarità con la comunicazione neurodivergente, questa ripetizione può sembrare confusa o frustrante. Tuttavia, soffermarsi a considerare lo scopo profondo di questi schemi apre le porte a una comprensione più profonda e a una connessione più significativa.


Piuttosto che essere inutile o problematico, il linguaggio ripetitivo svolge spesso funzioni importanti. Per molte persone autistiche, ripetere parole o frasi offre struttura, regolazione, rassicurazione emotiva e un modo per comunicare. Questi comportamenti non sono deficit, ma valide strategie neurodivergenti che meritano rispetto, curiosità e adattamento.


bambino che urla davanti a un microfono. foto in bianco e nero
La ripetizione può essere una forma di comunicazione emotiva.

  • Comunicazione e connessione: la ripetizione è talvolta utilizzata come strumento per avviare o mantenere l'interazione. Per le persone autistiche che possono avere difficoltà con un linguaggio spontaneo o nuovo, ripetere una domanda o una frase può essere un modo affidabile per coinvolgere gli altri, esprimere interesse o connettersi. Può anche servire come mezzo per apprendere e praticare la comunicazione.

  • Ridurre l'ansia attraverso la prevedibilità: il linguaggio ripetitivo può fungere da forma di regolazione emotiva. Per le persone autistiche, la ripetizione offre un'esperienza prevedibile e controllabile in un mondo che spesso può sembrare opprimente. Quando una domanda viene posta ripetutamente, non è sempre perché la persona non capisce la risposta, ma può essere perché la ripetizione stessa è rilassante o necessaria per ridurre l'ansia.

  • Regolazione sensoriale e comfort: il ritmo, il suono o la consistenza di determinate parole possono fornire un input sensoriale rilassante o piacevole. La ripetizione vocale può fungere da stimolo uditivo o propriocettivo – simile al dondolare o al battere le mani – e può aiutare a regolare le emozioni.

  • Rinforzo della memoria ed elaborazione cognitiva: la ripetizione può anche supportare l'apprendimento e la memoria. Ripetere una domanda o una frase può riflettere gli sforzi per elaborare le informazioni, memorizzarle o consolidare la comprensione. Questo si allinea con i punti di forza nel riconoscimento di schemi e nell'apprendimento basato sulla ripetizione osservati in molte persone autistiche.

  • Espressione di sé e identità: alcune frasi ripetute possono avere un significato personale o riflettere un interesse profondo e mirato. Ad esempio, le frasi di un film, di un libro o di una sceneggiatura personale possono essere utilizzate non solo per divertimento, ma anche come forma di espressione di sé o di rafforzamento dell'identità. Questi echi possono offrire una finestra su pensieri interiori, preferenze o stati emotivi.

  • Gestire il cambiamento e la transizione: le transizioni possono essere particolarmente difficili per le persone autistiche. La ripetizione può offrire un senso di continuità o familiarità di fronte all'incertezza. Una domanda ripetuta può fungere da ancora durante i periodi di cambiamento, aiutando la persona a sentirsi più sicura in situazioni non familiari.

  • Sostenere la reciprocità sociale: in alcuni casi, il linguaggio ripetuto è un invito a interagire su un argomento preferito. La ripetizione può creare un ritmo familiare di scambio, soprattutto quando l'argomento è significativo per la persona autistica. Questo può costruire una comprensione condivisa e favorire connessioni più profonde.

  • Comunicare emozioni o bisogni: la ripetizione può essere una forma di comunicazione emotiva. Una frase ripetuta può indicare disagio, incertezza, eccitazione o bisogno di rassicurazione. Riconoscere questi schemi come comunicativi, piuttosto che semplicemente comportamentali, consente un supporto più sintonizzato e rispettoso.

  • Rispondere con empatia e supporto: comprendere lo scopo di domande e frasi ripetitive apre le porte a risposte più comprensive. Invece di cercare di ridurre o eliminare il comportamento, è più produttivo chiedersi:

Qual è la funzione di questa ripetizione?

La persona cerca connessione, conforto o prevedibilità?

Come possiamo soddisfare questo bisogno senza causare angoscia?

Quando una persona ripete una domanda, rispondere con pazienza, anche se la risposta è già stata data, può essere rassicurante. Se la ripetizione riflette ansia, l'obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre l'ansia sottostante, non il comportamento.


CONCLUSIONE

Domande e frasi ripetitive non sono prive di significato. Sono strategie adattive che supportano la comunicazione, l'apprendimento, la regolazione e la sicurezza emotiva. Riconoscere questo aspetto riformula la ripetizione come una valida forma di espressione: non qualcosa da correggere, ma qualcosa da comprendere.

Quando rispondiamo con curiosità, pazienza e apertura, contribuiamo a creare ambienti in cui la ripetizione viene rispettata come parte del modo di essere autentico di una persona autistica: non solo tollerata, ma valorizzata. Questo cambiamento di comprensione può promuovere comunità più inclusive, empatiche e solidali per tutti.

Ovviamente le motivazioni e le esperienze possono variare da persona a persona. Non tutti gli individui autistici utilizzano un linguaggio ripetitivo e, quando ciò accade, il significato e la funzione saranno unici per ogni persona.

 

1 commento


Kate Johnson
Kate Johnson
14 gen

Thank you for this insightful article! It’s so helpful to understand that repetitive questions and phrases in autism aren’t just habits, but meaningful ways of communicating, regulating emotions, and finding predictability in daily life. Highlighting that repetition can support learning and self-expression encourages patience and empathy, reminding us to respond with curiosity rather than judgment. This perspective truly promotes a deeper understanding of neurodivergent communication.

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